Econauta ed Entronauta
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La parola econauta mi ricorda l’entronauta descritto nel libro di Piero Scanziani “Verso l’Oriente”. ( Ediz. Elveticà)
L’entronauta viaggia alla ricerca del sé e ad un tratto questa ricerca lo porta ad una coscienza etica che lo spinge a diventare un econauta.
 L’econauta, il ricercatore dell’ecologia personale e universale viaggia sugli stessi binari dell’entronauta.
Come infatti si può ricercare se stessi senza pensare all’importanza di un mondo pulito intorno a noi? E come si può ricercare la propria strada interiore se non siamo puliti, dentro e fuori?
Come si può prendere coscienza che la vita è un bellissimo viaggio e va vissuto con riconoscenza se non siamo profondamente etici e coerenti con noi stessi?

Ma di quale etica sto parlando?
Etica è amore e rispetto verso gli altri esseri viventi del pianeta.
Etica è avere rispetto del mondo in cui viviamo e considerare quello che possediamo semplicemente come :“ in temporanea custodia”.
L’attaccamento al denaro, alle cose e alle persone ostacola il sorgere dell’etica dentro noi stessi.Quello che ci circonda deve essere tramandato ai nostri successori, uomini e animali, lasciando il pianeta come lo abbiamo trovato, avendo provocato il minor danno possibile. Gli indiani d’America , prima di eseguire un progetto, ne calcolavano gli effetti fino alla settima generazione successiva.

Come il corpo ti chiede l’eticità del cibo così la mente richiede una coscienza etica.

L’econauta si ciba di alimenti biologici, evita la carne perché ne conosce l’origine non etica, va in bicicletta piuttosto che in auto, ama la natura e la rispetta.
Come si può mangiare biologico senza avere un profondo sentimento di giustizia verso il mondo che ci circonda?
Come si può stare attenti a non uccidere una mosca e poi far finta di non sapere che migliaia di umani ed animali muoiono ogni giorno per l’ingordigia di una minoranza di uomini?
Obesi immensi di ricchezza e potere.
L’econauta consuma in modo responsabile e non consuma i prodotti di quelle aziende che operano con ingiustizia e avidità.
L’econauta ama perché sa che l’amore dato è restituito moltiplicato, ma non fa questo per calcolo, ama disinteressatamente.
L’econauta fa parte di un grande movimento di uomini alla ricerca della giustizia e del benessere del pianeta. Non esiste un partito che lo rappresenti, solo delle utopie.
L’econauta sogna cose impossibili perché sa che solo chiedendo l’impossibile otterrà qualcosa che si avvicini al suo sogno.
L’econauta non si vende.
L’econauta rifiuta la violenza sia personale che sociale, sia fisica che verbale.
L’econauta:
“tratta la propria rabbia come fosse un bambino che piange; cullandola”. (Thich Nhat Hanh)

Il malato esperto

Durante  gli otto anni della mia lotta contro il cancro ho fatto tesoro di tutte le esperienze raccolte.
In particolare dell’incontro con la mia morte.
Acquisita la coscienza che avrei potuto morire in breve tempo, ho accettato di farmela passare addosso; mi sono arreso ad essa e questo mi ha creato più serenità. Tanta da aiutarmi a guarire.
Quello che ho imparato l’ho scritto nel mio ultimo libro
“ La cosa più stupefacente al mondo” ( edizioni Anima 2004) dove racconto l’insorgere della malattia; l’impatto con la medicina moderna; una prima guarigione, il ritorno della malattia; l’impatto con la medicina alternativa e la scoperta di Caisse formula; tre anni di cure naturali con risultati sorprendenti; le nuove scoperte della medicina moderna; i viaggi in India, in America ed in Cina; l’incontro con personaggi straordinari; il trapianto del midollo e la scoperta che la chiave di ogni guarigione è riposta nella nostra mente e che la medicina migliore è l’amore che si riesce a dare e ricevere.
Se non avessi dedicato la maggior parte del mio tempo di malato ad aiutare il sollievo degli altri.
Se non avessi ascoltato al telefono le terribili storie, ben peggiori della mia, che le persone in cerca di un aiuto da Caisse Formula mi raccontavano.
Se non avessi visto e vissuto i drammi quotidiani dei malati negli ospedali.
Forse non sarei guarito.
Il Budda dice
Il dolore genera pietà e la pietà riduce la differenza fra noi e gli altri.

Perché il cancro?

Spesso durante la presentazione dei miei libri mi viene fatta questa domanda:
“Perché viene il cancro?”
Ci sono facili risposte come l’inquinamento, il DNA, i danni delle sigarette, lo stress eccetera. Tutto questo incide in maniera decisiva sull’insorgere di qualsiasi malattia e in specie sul cancro.
Ma la causa numero uno del nostro malessere sta nella mancanza di coscienza con cui la maggior parte di noi sembra convivere tranquillamente.
La coscienza è un semplice meccanismo che ti fa capire che la tua vita ha un termine, che non hai tutto quel tempo che credi di avere.
Con questo tipo di coscienza tutto cambia, ogni giorno è vissuto con piacere, le paure nascoste si dissolvono, le ansie scompaiono. Questo processo di coscienza diventa esso stesso medicina e la salute prevale sulla malattia che non è più temuta ma accettata come parte di un processo vitale naturale.
A questo processo si partecipa come piloti di se stessi, prendendo in mano la guida dell’aeroplano della nostra vita che sta precipitando.
Il difficile è  far propria questa coscienza perché spesso legata ad un percorso di sofferenza.
La nostra società cerca di nascondere morte e sofferenza ai nostri occhi e alle nostre orecchie. La televisione ce ne mostra le immagini, ma è nella sua natura mistificare il dolore, facendolo spesso diventare spettacolo.
Siamo costretti ad abituarsi a tutto e l’orrore quotidiano delle guerre e delle torture allontana sempre di più il limite della tolleranza morale alla crudeltà umana.
Quando il dolore non è più immagine, quando ci colpisce e non possiamo cambiare canale, ecco che prendiamo vera coscienza della nostra natura impermanente.

“Qual è la cosa più stupefacente al mondo?”
“Giorno dopo giorno, ora dopo ora, gli uomini muoiono e i loro cadaveri vengono portati via. I vivi osservano, eppure non pensano che un giorno o l’altro anch’essi moriranno. Credono invece che vivranno per sempre. È questa la cosa più stupefacente del mondo”

  • tratto da”Mahabharata” di R.K. Naipul edizioni Guanda 1978

Auguro a questa rivista di raggiungere il numero mille, e di aprire la coscienza a milioni di noi econaute ed econauti per un mondo migliore di giustizia, amore e pace.
Om Shanti
Ludovico Guarneri

Questo articolo è uscito sul numero zero della rivista “Econauta”

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